Come NON sono diventato sindaco di Roma

Mi sono candidato nel Movimento 5 Stelle come sindaco di Roma e sono stato espulso in quanto è stato dichiarato, diversamente dal vero, che non avrei dichiarato che nel 2008 mi fossi candidato, da indipendente, con l’IDV Italia dei Valori.

A parte il fatto che non dovrebbe essere una vergongna aver militato nel Movimento creato da Di Pietro, essendo forse più grave aver collaborato con lo studio Previti, poi sono stato reintegrato da Beppe Grillo senza andare in Tribunale e senza neanche tante scuse.

Questo il mio ricorso

L’avvocato

COMITATO D’APPELLO
RICORSO
Ricorrente: l’Avv. Vittorio Amedeo MARINELLI, nato a Roma il 26 settembre 1965 (MRNVTR65P26H501L) e residente in Roma, Viale Giuseppe Sirtori n. 56, mail vitmar@tiscali.it ; PEC: @ordineavvocatiroma.org, cell. 3481317487 0655271046
contro
Parte ricorsa: “Lo Staff di Beppe GRILLO”
in relazione
all’espulsione con effetto immediato comunicata, a mezzo mail, il 28 gennaio u.s., allorquando era comunicato: “Gentile Vittorio Amedeo Marinelli, Le scriviamo in nome e per conto di Beppe Grillo con riguardo all’email inviatale il 18 gennaio 2016, con la quale Le era stato contestato di aver dichiarato il falso all’atto della Sua candidatura per Roma, in particolare riguardo alle Sue precedenti candidature politiche.
Non avendo ricevuto sue controdeduzioni in merito atte a rivalutare la sua posizione, si conclude il procedimento avviato con la predetta email del 18 gennaio disponendo la sua espulsione dal MoVimento 5 Stelle.
***
Va, preliminarmente, contestata l’affermazione per la quale il ricorrente non avrebbe inviato le controdeduzioni avendole, al contrario di quanto riferito, inviato fin dal 18 gennaio una prima mail alla quale ha fatto seguito, in parti data, una mail del portavoce dell’11 municipio A.M. e l’invio delle controdeduzioni inoltrate il 28 gennaio.
Controdeduzioni inviate il 28 gennaio quattro volte, a partire dalle ore 00,00, con due indirizzi di posta elettronica e reinviate anche alla Commissione d’Appello.
Ciò premesso, con il presente appello, l’appellante reitera, come già specificato nelle controdeduzioni, che si è candidato avendo ricevuto la proposta di candidatura da parte del gruppo municipale di appartenenza.
Gruppo municipale che ha avuto modo di apprezzare, nei circa i 3 anni di attivismo, il servizio reso al Movimento, sia in ambito locale che nazionale.
A titolo esemplificativo, da ultimo, il postulante, in veste di Avvocato, dovrebbe recarsi il 22 febbraio a Milano per discutere l’opposizione all’archiviazione in relazione alla denuncia penale, anche da egli predisposta, nei confronti di Laura BOLDRINI per le note dichiarazioni relative ai frequentatori del sito di Beppe Grillo, definiti, dalla Presidente della Camera, quali “potenziali stupratori” (vedi allegati 1 e 2: denuncia penale e atto di opposizione all’archiviazione)
Peraltro l’inizio della collaborazione con il Movimento 5 Stelle, seppure indirettamente, inizia all’indomani dell’organizzazione della tappa romana dell’Associazione ZERO GAS, che propulga modelli di consumo alternativo, soprattutto energetico. Per tale Associazione, è stata organizzata la tappa romana del tour Zero Gas.
Questa collaborazione nasce in quanto European Consumers, l’Associazione fondata dallo scrivente nel 2001, si occupa fin dalla fondazione del tema della Free Energy
Quale coincidenza di vedute, basti pensare anche a come, durante la campagna elettorale per le elezioni comunali romane, l’Avv. Domenico DE SIMONE, controeconomista, socio fondatore di European Consumers, è stato invitato da Marcello DE VITO, candidato sindaco a Roma per il Movimento 5 Stelle, a supportare la campagna elettorale comunale a causa delle sue teorie sul reddito di cittadinanza.
L’esponente, che ha sempre partecipato attivamente agli incontri settimanali, ha prestato la propria collaborazione professionale predisponendo, quando richiesto, esposti e denunce in favore del Gruppo dell’11° municipio di Roma e fornendo pareri legali.
Ha collaborato, inoltre, facendone parte, al Gruppo Mobilità del Comune di Roma, del quale è stato eletto, per un periodo di tempo, referente, interagendo col Portavoce comunale Enrico Stefanò. In questo ambito, ha fin da subito perorato la causa del trasporto pubblico gratuito e ha elaborato dei propri punti programmatici, fornendoli al gruppo (v. allegato 3).
Ricevuta la proposta di candidatura da pressoché la totalità degli attivisti del Municipio, a esclusione di pochi attivisti, lo stesso ha accettato, dopo aver preso parte al recente incontro di Imola e prima dell’elaborazione delle regole relative alla possibilità di candidatura per le elezioni romani.
Una volta deliberate le stesse, è sorto il dubbio, da parte degli attivisti, della possibilità di candidatura dell’esponente in quanto, secondo tali deliberazioni, il richiedente la candidatura non doveva aver partecipato, in precedenti elezioni, in liste antagoniste al Movimento 5 Stelle.
Il motivo di dubbio, come già precisato nelle controdeduzioni, è che le elezioni comunali del 2008 fossero state, ovviamente, antecedenti alla Carta di Firenze del 2009.
Nel 2008, il MOVIMENTO 5 STELLE, invero, a livello nazionale, non esisteva.
Prima della Carta di Firenze, vi erano state diverse iniziative locali a macchia di leopardo, senza un’effettiva certificazione a livello nazionale.
Nelle elezioni comunali del 2008, difatti, a Roma si presentò la lista AMICI DI BEPPE GRILLO che non era, a parere di molti, neanche realmente in sintonia con il pensiero di Beppe Grillo.
Basti pensare che i pochi attivisti dell’epoca, indicarono, quale candidato Sindaco, Serenetta MONTI, che non era certamente un soggetto tale da poter attrarre attivisti al Movimento in quanto proveniva ed era organica a un sindacato.
La sua subitanea, dannosa e fragorosa uscita dal Movimento, allorquando non venne superato lo sbarramento del 3% e non venne, quindi, eletta, prova incontrovertibilmente come la stessa non impersonasse al meglio il Movimento e non poteva essere certamente identificata dai potenziali attivisti, con Beppe Grillo.
Neanche gran parte degli attivisti dell’epoca erano tali da poter attrarre altre persone: basti ulteriormente considerare a come, dei 4 consiglieri municipali eletti, ben tre lasciarono il Movimento dopo l’elezione.
Soprattutto era noto come alle Elezioni Regionali, vi fosse stata una deroga in favore dell’attuale consigliere alla Regione Lazio, Davide BARILLARI, al quale, nonostante avesse avuto un passato nella sinistra autonoma e fosse stato militante di Rifondazione Comunista e delegato sindacale della CGIL-FIOM, venne concesso, in deroga, di candidarsi in quanto i militanti coinvolti nelle elezioni del candidato, avevano indicato lo stesso come candidato ideale, pur conoscendone i trascorsi.
Lo scrivente, al contrario, si è candidato nel 2008 come indipendente nell’ITALIA DEI VALORI per cui, all’epoca della candidatura, non era neanche iscritto al partito.
Da tale partito non ha mai ricevuto incarichi di nessun tipo né in Municipio, né in Comune così come in Regione o in qualche ministero o similari, nonostante conoscesse Antonio DI PIETRO fin dall’anno 2000, allorquando era Vicepresidente del CODACONS.
Tale motivo potenzialmente ostativo è stato, dunque, non solo portato subito a conoscenza del gruppo ma, addirittura, da tutti conosciuto in quanto mai tenuto nascosto.
Si è deciso, dunque, di presentare la candidatura, sottoponendola alla chiara condizione sospensiva ossia precisando immediatamente come la stessa fosse condizionata al parere dell’organo che avrebbe dovuto decidere se la candidatura nel lontano 2008, allorquando partecipava a Roma la Lista “Amici di Beppe Grillo” e non una lista del MOVIMENTO 5 STELLE certificata, fosse stata ostativa o meno alla possibilità di candidatura.
Tale candidatura nel 2008 è stata, dunque, riferita, verbalmente ma anche per iscritto, prima che la richiesta di candidatura per queste elezioni, fosse materialmente presentata, dai portavoce dell’11° Municipio di Roma, A.M. e M. R. al deputato Stefano VIGNAROLI, incaricato della raccolta delle candidature che, per l’11° municipio, è avvenuta presso lo studio dell’esponente, messo a disposizione ogni qualvolta richiesto.
E’ stata, quindi, presentata per evitare di incorrere in decadenze, nel caso in cui, invece, fosse stata possibile la candidatura, ritenendo la remota del 2008 (ben 8 anni fa) quando ancora non si era presentata una lista certificata, non ostativa alla detta presentazione.
I motivi di dubbio, sono stati subito rappresentati al deputato Stefano VIGNAROLI, il quale ha preso buona nota della situazione facendosi, all’uopo, rendicontare esattamente dai due portavoce municipali con l’impegno, rispettato, che avrebbe sottoposto il caso all’organo decidente.
Riassumendo, la lontana candidatura nel 2008 è stata riferita:

– agli attivisti;
– ai portavoce comunali A.M. e M. R.;
– a Stefano VIGNAROLI, tramite i detti portavoce, sia verbalmente che, addirittura, per iscritto.

Si tratta, dunque, della mancata o imprecisa comunicazione all’Organo decidente di tali circostanze perché la candidatura, dal punto di vista formale, è stata presentata sottoposta a condizione sospensiva, ossia su riserva, con l’implicito presupposto che, nel caso di mancata concessione della deroga, sarebbe stata ritirata o non sarebbe stata ammessa.
Anche in questo appello, pertanto, si reitera il convincimento di non essere, dunque, in presenza di una dichiarazione di falso, e tanto più di slealtà nei confronti del Movimento.
Al più, come già anche questo precisato, vi può essere stata un peccato veniale di superficialità nel non aver specificato la cosa per iscritto, confidando, in buona fede, fossero sufficienti le varie comunicazioni orali e confidando altresì come la catena informativa fosse stata già sufficiente.
Inconsapevoli, peraltro, del duro apparato sanzionatorio stabilito solo successivamente.
Peraltro, le opportune verifiche sul conto dell’esponente, relativamente all’affidabilità e al rigore da sempre tenuto, provano l’assoluta buona fede.
A tal fine, è allegato il curriculum dal quale si evidenzia come sia stata sempre attuata attività consumeristica e associativa con fini “nobili”, analoghi oggi a quelli rappresentati dal Movimento (v. allegato 4, curriculum dicembre 2015).
L’attività consumeristica del ricorrente nasce nel 1994 allorquando, neolaureato e praticante procuratore legale, iniziò la sua attività di volontariato all’interno del CODACONS per uscire da tale sodalizio, nel lontano 2001, da legale rappresentante, dopo aver approvato un bilancio di oltre un miliardo delle vecchie lire e aver chiesto, di tale enorme massa monetaria, solo 8 milioni delle vecchie lire a titolo di rimborsi spese e indennità di carica.
Fin da quel periodo, il ricorrente ha denunciato i costi della politica, partecipando a trasmissioni televisive e radiofoniche.
L’esponente ha denunciato nel tempo, senza alcuna esitazione, fattispecie di malamministrazione, corruzione e irregolarità varie senza mai farsi coinvolgere o scendere a compromessi.
E’ allegato in calce al presente appello la mail inviata fin dal 18 gennaio 2016 dal portavoce A.M. nonché le controdeduzioni (v. allegato 5).
Con osservanza.
(Avv. Vittorio Amedeo Marinelli



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