Separazione personale con figli

Buonasera, sono sposata da 10 anni ed ho un bimbo di 3, stante l’intolleranza della coabitazione, vorrei separarmi ma non so da dove cominciare, soprattutto visto che abbiamo un bambino piccolo. Vorrei sapere come muovermi.

Vorrei una separazione consensuale e vorrei quindi conoscere quali siano i miei diritti.

 

 

 

Gentile Signora,
a riscontro delle sue richieste di informazioni circa l’istituto della “Separazione personale” dei coniugi, è bene premettere come le basi di una valutazione essenzialmente generica e priva di elementi concreti da valutare inducono a risposte altrettanto orientative ma pur sempre basilari per accedere ad un progetto di separazione personale da perseguire.

Nel caso concreto, si giunge alla scelta di porre fine ad una convivenza coniugale quando l’equilibrio di coppia raggiunge un livello di insostenibile tolleranza tale per cui si preferisce interrompere la convivenza eludendo di peggiorare ulteriormente i rapporti personali, familiari, nonchè sociali, soprattutto evitando di riflettere le conseguenze negative della crisi coniugale in via pregiudizievole per i figli. Siano essi minorenni che maggiorenni non economicamente autonomi.
Il percorso è indubbiamente caratterizzato da sintomi di acredine o risentimento ma attraverso un adeguato supporto legale idoneo ad accogliere anche il disagio personale della “persona” in quanto esponente di interessi meritevoli di tutela, e non solo come “assistita” nel senso giuridico del termine, si arriva gradualmente ad una separazione che depurata dalla criticità di genere potrebbe condurre ad una separazione consensuale e non conflittuale.

La separazione personale dei coniugi, ex art. 156 c.c., è dunque quell’istituto che permette ai coniugi aventi consapevolezza della propria crisi coniugale, di riconoscere “quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole”.
Se entrambi i coniugi riconoscono la sussistenza di tali presupposti, l’accordo negoziale disciplinante il regime di separazione è facilmente conseguibile con l’aiuto di un legale cui si conferisce l’incarico di bilanciare gli interessi delle parti e soprattutto equilibrare le posizioni delle “parti” in quanto genitori di figli nei cui confronti ed interessi si assumono pari diritti e pari doveri.
La separazione è stata concepita dal nostro Legislatore come un istituto intermedio tra il matrimonio, e quindi la convivenza legalizzata e stabile, ed il divorzio al quale si arriva successivamente per sciogliere definitivamente ogni vincolo coniugale tra i coniugi.
Con la separazione invece, i coniugi restano tali ma autorizzati dal giudice a permanere nel vincolo coniugale senza l’obbligo della convivenza.
Con la separazione, ma solo a seguito della prima udienza presidenziale ex art. 708 c.p.c., il giudice autorizza i coniugi a vivere separatamente, quindi viene meno l’obbligo della convivenza e coabitazione. Altresì, viene meno l’obbligo reciproco della fedeltà. Non viene meno l’obbligo dell’assistenza materiale e morale assunta reciprocamente dai coniugi in luogo del matrimonio ex art. 143 c.c.. tale obbligo si trasforma in obbligo di mantenimento del coniuge economicamente più debole, cui non sia addebitabile la separazione, posto a carico al coniuge più abbiente. Viene altresì assegnato il godimento della casa coniugale tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli. Vengono adottati provvedimenti relativi al mantenimento economico dei figli, in misura concorsuale tra i genitori, e adottato un regime di affido prevalentemente condiviso dei figli con una disciplina circa la frequentazione del genitore non collocatario.

Tutti gli aspetti che si ramificano dalla separazione possono essere disciplinati e dettati dalla volontà delle parti con una separazione consensuale che parte da un accordo negoziale bilaterale dei coniugi per essere poi omologato con decreto dal Tribunale Ordinario cui è riservata in via esclusiva la competenza in materia di diritto di famiglia.
La separazione consensuale, ad ogni modo, come anche quella giudiziale, conserva tra i coniugi taluni diritti patrimoniali quali essenzialmente i diritti successori che verranno meno con lo scioglimento del vincolo coniugale prodotto dal successivo ed eventuale divorzio.

Il contenuto essenziale della separazione attiene alla regolamentazione del diritto al mantenimento del coniuge, se sussistono i presupposti, del diritto dovere al mantenimento dei figli cui concorrono i genitori ex art. 336-bis c.c. in base alle proprie capacità reddituali, del diritto al godimento della casa coniugale salvo in ogni casa l’interesse superiore della prole a conservare il medesimo stato abitativo avuto in costanza di matrimonio, del diritto dovere di esercitare la responsabilità genitoriale sui figli secondo gli schemi dell’affido condiviso ex art. 336 c.c. nonchè della L. n. 54/2006, L. n. 219/2012, D. Lgs. N. 154/2013.
In line generale, la separazione deve –contenuto necessario- coinvolgere tutti gli aspetti rappresentati ma potrebbe ulteriormente estendersi ad aspetti di natura, anche patrimoniali, aventi natura accessoria all’accordo di separazione.
Resta comunque salva la possibilità, ovvero il diritto, di chiedere la modifica delle disposizioni statuite o convenute con la separazione qualora sopraggiungano giustificati motivi.

A disposizione per ogni approfondimento specifico e del caso,
Avv. Annafranca Coppola 333 8649592
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Avvocato Annafranca Coppola



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